UNIVERSITÀ DELLA BIRRA

IMPARARE SUL CAMPO

Il 15 febbraio 1864 Gerard Adriaan Heineken ottiene da sua madre l'autorizzazione all'acquisto del birrificio De Hooiberg, attivo ad Amsterdam sin dal 1592. Il 16 dicembre, dopo una trattativa durata qualche mese, viene formalizzato l'acquisto per la somma di 48.000 fiorini[3]. Il 15 febbraio dell'anno successivo viene fondata l'Heineken & Co che nel 1873 diventerà Heineken's Bierbrouwerij Maatschappij NV, con lo stesso Heineken come maggior azionista[3]. Nel 1869 Heineken decide di sviluppare una tecnica simile a quella bavarese per la fermentazione a basse temperature, in luogo della precedente fermentazione ad alte temperature, per ottenere una birra più chiara e a più lunga conservazione[4].

Nel 1874 viene aperto un secondo stabilimento a Rotterdam per far fronte all'aumento delle richieste. Con la morte dei Heineken, avvenuta nel 1893, la proprietà della compagnia passa alla moglie Marie Tindal che la gestisce fino al 1914 quando le subentra il figlio Henry Pierre Heineken. Nel 1927 viene acquistato il birrificio belga Léopold, con sede a Bruxelles[4]. Nel 1931 partecipa, in joint-venture con la Fraser & Neave, alla creazione della Malayan Breweries Ltd, con sede a Singapore[5]. Negli anni '30 vengono aperte sussidiarie anche nel Congo belga, in Egitto e a Giava[4].

Nel 1933, grazie all'azione dell'importatore Leo van Munching, Heineken diventa la prima birra straniera ad essere importata negli Stati Uniti d'America alla fine del proibizionismo, per l'occasione il New York Times scrive "il primo carico legale di birra da tredici anni è arrivato. Questa birra è l'Heineken[6]. Leo van Munching lavorava su una linea di navi che facevano la spola tra i Paesi Bassi e gli Stati Uniti prima di convincere la famiglia Heineken a farlo diventare loro rappresentante in America dopo la fine del proibizionismo[7].

Nel 1948 viene modificato il logo della compagnia con l'inclinazione verso l'alto delle 3 « e » della parola Heineken con l'obiettivo di apparire sorridenti[8]. Nel 1954 il colore dell'etichetta viene modificato da rosso a verde con l'intento di trasmettere un'idea di sicurezza[6].

Nel 1968 l'Heineken si fonde con la storica rivale Amstel. Negli anni '70 inizia una serie di acquisizioni di produttori di birra europei: per prima la francese Brasserie de l’Espérance con sede a Schiltigheim, produttrice della birra Ancre[8]. Viene poi acquisita l'italiana Dreher[9].

Nel 1975 viene aperto un nuovo birrificio con una capacità produttiva annua di 1,5 milioni di ettolitri di birra per far fronte al previsto aumento della produzione[10].

Le acquisizioni continuano negli anni '80 e '90: l'irlandese Murphy's viene comprata nel 1983, la spagnola El Aguila nel 1984, la Royal Brand Brewery nel 1989[10] e la svizzera Calanda Bräu nel 1993.

Nel 1996 acquista il marchio della Birra Moretti[11]. In seguito all'accusa mossa dall'Antitrust di avere sul mercato italiano una posizione dominante[12], l'Heineken viene costretta a cedere nel 1997 lo stabilimento produttivo di San Giorgio di Nogaro in provincia di Udine, che viene acquistato da un nuovo gruppo: la Birra Castello s.p.a.[13].

Nel 1999 viene riconosciuto marchio del secolo dalle autorità olandesi[14].

Negli anni 2000 avvengono le acquisizioni dei birrifici BBAG, Krusovice e Rodic e della Scottish & Newcastle, acquistata dal gruppo Carlsberg nel 2008[15].

Il 22 settembre 2004 Heineken annunciava la chiusura dello stabilimento di Pedavena, storico birrificio del bellunese. Alla fine del 2004 un accordo tra le organizzazioni sindacali e Heineken Italia posticipa la chiusura al settembre del 2005 con Heineken che si dichiara disponibile ad una vendita non pregiudiziale della fabbrica. In seguito a un colloquio tra il sindaco di Pedavena e il gruppo dirigenziale della multinazionale, il 22 gennaio 2005 viene costituito il "Comitato Birreria Pedavena", con lo scopo di mantenere attiva la produzione nel sito. Nel gennaio 2006 si arriva alla vendita da parte di Heineken Italia dello stabilimento, alla Birra Castello.

Nel 2010 Heineken compra il gruppo messicano FEMSA[16], mentre due anni più tardi avviene l'acquisto delle quote dell'Asia Pacific Breweries di proprietà della Fraser&Neave[17].

Nell'ottobre 2015 Diageo vende all'Heineken le sue quote in Desnoes&Geddes e GAPL, marchi attivi rispettivamente in Giamaica e Malesia. Con questa Heineken ha una partecipazione del 73,3% in Desnoes&Geddes e del 100% in GAPL[18].

Nel 2016 Heineken firma un contratto di sponsorizzazione per alcune tappe del mondiale di F1.

"Il Regolamento del gioco del calcio" costituisce la base legislativa sulla quale si basa lo sport del calcio, descrivendone modalità, finalità e struttura. Redatto inizialmente nel 1863 dall'IFAB (International Football Association Board) durante un incontro a Londra, agli uffici della stazione del viadotto di Holborn,[1] viene annualmente revisionato ed aggiornato da questo stesso organo durante il corso di un incontro ufficiale.[2]

Successivamente la FIFA (Fédération Internationale de Football Association), nata a Parigi il 21 maggio 1904[3] e attualmente organizzazione calcistica più importante a livello mondiale con 211 federazioni associate,[4] dichiarò che avrebbe aderito alle regole stilate dall'IFAB per ogni sua competizione.[5] La versione inglese più recente (2016-2017) del regolamento consta di 210 pagine;[6] la versione italiana ne conta invece 148.[7]

Le singole federazioni nazionali possono utilizzare le regole stilate dall'IFAB, purché non venga attuata alcuna modifica sostanziale: le uniche deroghe permesse riguardano peso, forma e dimensione del pallone, le dimensioni del terreno di gioco e delle porte, la durata dei periodi di gioco e il numero di sostituzioni.[8]

La birra è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione di mosto a base di malto d'orzo, aromatizzata e amaricata con luppolo[1].

La birra è una delle più diffuse[2] e più antiche[3] bevande alcoliche del mondo. Viene prodotta attraverso la fermentazione alcolica con ceppi di Saccharomyces cerevisiae o Saccharomyces carlsbergensis di zuccheri derivanti da fonti amidacee, la più usata delle quali è il malto d'orzo, ovvero l'orzo germinato ed essiccato, chiamato spesso semplicemente malto.

Vengono poi usati frumento, il mais, il riso - questi ultimi due specialmente come aggiunte in birre di produzione industriali - e, in misura minore, l'avena, il farro, la segale. Altre piante meno utilizzate sono invece la radice di manioca, il miglio e il sorgo in Africa, la patata in Brasile e l'agave in Messico.

Per produrre la birra, il malto viene immerso in acqua calda dove, grazie all'azione di alcuni enzimi presenti nella radichetta che si forma durante la germinazione, gli amidi presenti vengono convertiti in zuccheri fermentescibili. Questo mosto zuccheroso può essere aromatizzato con erbe aromatichefrutta o più comunemente con il luppolo. Successivamente viene impiegato un lievito che dà inizio alla fermentazione e porta alla formazione di alcool, unitamente ad anidride carbonica, che viene per la maggior parte espulsa, ed altri prodotti di scarto derivanti dalla respirazione anaerobica dei lieviti.

In questo processo si utilizzano ingredienti, tradizioni e metodi produttivi diversi. Il tipo di lievito e il metodo di produzione possono essere usati per classificare le birre in alelager o birre a fermentazione spontanea.

ALMA mette a disposizione dei propri allievi un corpo docente di straordinario livello con i migliori cuochi e pasticceri, i maggiori conoscitori dei prodotti alimentari italiani ed i più accreditati esperti in nutrizione, igiene degli alimenti, storia della cucina e del mondo del vino.

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